Musicista marinaio
per vocazione.
Nasce a Genova, nello storico quartiere di Portoria. «Musicista marinaio per vocazione», come ama definirsi: il binomio mare e musica è una costante della sua vita. La fisarmonica arriva a cinque anni. A dieci viene affidato alla nave scuola Garaventa: regole ferree dal sapore ottocentesco, la dura disciplina del mare. Il cappellano di bordo, Don Andrea Gallo, ne apprezza il precoce talento di fisarmonicista e nelle domeniche a terra lo coinvolge in attività artistiche e culturali.
Nelle lunghe notti sul mare, durante i turni di guardia, fra i mille cigolii della nave, sogna viaggi avventurosi in terre lontane e per mari sconosciuti, nello stile di Joseph Conrad. È il sapore della libertà che accompagnerà anche le sue canzoni. Giovanissimo fa rotta verso i Caraibi, il Sud America e il Mediterraneo, con l’inseparabile chitarra.
Dopo due anni di viaggi e navigazioni approda a Londra, dove fra jam session e concerti scopre il rock e il blues. Altri due anni e torna a Genova, alla riscoperta delle proprie radici e del dialogo con i marinai di terra e di mare. Collabora con alcuni esponenti della scuola genovese ma, pur scrivendo e componendo i brani che interpreta, non si sente un cantautore nel senso tradizionale: preferisce definirsi «cantante-autore», interprete della musica e dei suoni del mondo.
Il vecchio amico Marietto, lupo di mare, gli lascia in eredità un gozzo, il Maccaja. Andrea lo rimette in sesto e ne fa la sua seconda casa. Spesso salpa in compagnia del rosso gattone Ammiraglio, «tutto coccole e fusa», e dal largo osserva il mondo e la vita: un colore, un punto di luce, un istante, un’emozione. Nascono così le riflessioni che diventano canzoni.
Uomo schivo e di poche parole, ha un’innata gioia di vivere, un’ironia fuori dal comune e crede nella solidarietà, nell’amicizia e nei valori concreti. Continua a scrivere, suonare e interpretare le sue canzoni lontano dalle logiche «di cassetta», fedele alla propria identità di cantante-autore.